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Osservatorio geofisico di Casamicciola Terme

Il primo osservatorio destinato al monitoraggio dell'attività sismica a livello nazionale

Il terremoto del 28 luglio 1883 che rase al suolo Casamicciola Terme e una parte dei comuni di Lacco Ameno e di Forio è stato, senza dubbio, uno dei maggiori disastri della storia d’Italia, con un carico di distruzione e morte che probabilmente ha pochi raffronti in epoca moderna.


La reazione del governo italiano a questo tragico evento -  2400 morti, di cui circa 1800 nella sola Casamicciola - fu tuttavia immediata, sia per lo stanziamento dei fondi destinati alla ricostruzione, che per la predisposizione di tutti gli strumenti scientifici in grado di monitorare, da lì in avanti, l’attività sismica del territorio.

A tal riguardo il governo provvide a istituire sulla collina de La Sentinella, nella parte alta della cittadina termale, un Osservatorio Geofisico che, sotto la guida sapiente del Dott. Giulio Grablovitz (1846 - 1928), per quasi trent’anni ha registrato e segnalato all’Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica di Roma, ogni minimo sussulto e movimento del sottosuolo dell’isola. A proposito della figura di Grablovitz, va riconosciuto, che pur essendo un autodidatta, nient’altro che un impiegato di banca con una profonda passione per i fenomeni naturali, svolse il suo ruolo di Direttore dell’Osservatorio con scrupolo e risultati eccezionali, arrivando addirittura a brevettare un congegno, battezzato "vasca sismica" in grado di registrare le onde dei terremoti che avvenivano a grandissima distanza. Si trattava di un pozzo circolare - 1 mt di diametro ed 1,5 mt di altezza - riempito con acqua distillata alle cui estremità, sugli assi NS ed EO, erano posizionati due galleggianti che oscillavano in presenza delle onde sismiche. La trascrizione dei dati avveniva poi con l’ausilio di alcuni pennini che riportavano l’andamento sismico su carta affumicata avvolta ad un tamburo rotante.

L’affievolirsi dell’attività sismica sull’isola portò, nel 1923, alla soppressione dell’Osservatorio Geofisico che, va ricordato, per avanguardia delle strumentazioni e ambizione scientifica fu il primo in Italia di una fitta rete di altre unità di osservazione che si andò consolidando negli anni lungo la penisola.Dopo la dismissione dell’Istituto una parte delle strumentazioni ivi contenute fu riutilizzata da un grande protagonista della storia culturale e sociale dell’isola d’Ischia, Cristoforo Mennella (1907 - 1976), autore di una serie di importanti pubblicazioni scientifiche sul clima, raccolte poi in un famoso libro sul clima dell’isola d’Ischia.

A partire dal 1993 l’Osservatorio Vesuviano
(OV) , poi confluito nell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (INGV) si è reinteressato delle sorti dell’edificio di Casamicciola, rimettendo dapprima in funzione la pioneristica vasca sismica di Grablovitz, procedendo successivamente ad installare una stazione analogica e, in anni più recenti, un’importante stazione digitale. In questo caso si tratta di due sensori sismici sviluppati dallo stesso istituto OV - INGV alloggiati nel seminterrato dell’edificio e collegati a due particolari computer (o acquisitori) che a loro volta trasmettono via ADSL i dati ad un ricevitore GPS sito sul tetto dell’immobile. Nelle intenzioni degli scienziati dell’OV c’è la volontà di sostituire la connessione ADSL con una Wi-Fi a 5 GHz, anche se i tempi di implementazione del passaggio di trasmissione non sono ancora noti a causa di un complesso regime autorizzativo che vede coinvolta anche la Marina Militare.

In conclusione, lo sviluppo di una stazione digitale migliora senza dubbio la rete di monitoraggio sismico dell’isola d’Ischia
, contribuendo a fare un passo in più nella direzione scientifica di indagare la complessa e difficile relazione tra attività magmatica e attività sismica sia dal punto di vista storico che con riferimento all’attualità.

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