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Monti artigianato e le creazioni in rafia

Al civico 36 del corso Angelo Rizzoli di Lacco Ameno.

Un’attività con più di un secolo di storia, in cui però brucia ancora la passione degli inizi. La stessa di quando, nel lontano 1865, la decana Maria Giovanna Catuogno aprì un piccolo negozio nel centro di Lacco Ameno.

Le creazioni in raffia di "Monti Artigianato" non smettono mai di stupire. L’ultima invenzione è un grosso lume a forma di moka. L’idea è venuta al giovane Pasquale, terzo genito di Antonio Monti, l’uomo che da anni porta avanti la tradizione di famiglia ottenendo riconoscimenti importanti su quotidiani a tiratura nazionale e su riviste specializzate.

Già, ma come nasce un’idea? Nel caso della moka nasce di buon mattino davanti all’immancabile tazzina di caffè. Pasquale si sofferma un attimo sul profilo della caffettiera... et voilà scatta la scintilla: farne un oggetto di arredo per la casa.

Messa così sembra semplice e invece non lo è. Comincia la fase di progettazione: davanti al computer, con l’ausilio di un software tridimensionale Pasquale dapprima ricrea in scala superiore le misure dell’oggetto, poi realizza il disegno 3D della moka.


Il secondo step è la realizzazione della struttura in fil di ferro su cui poi verrà ricamata la rafia. In questa fase occorre sagomare il filo e poi, a seguire, saldarlo.

Realizzata la struttura bisogna affidarsi a mani sapienti in grado di ricamare l’oggetto esclusivamente con ago e rafia. Qui entra in gioco l’antica tradizione della lavorazione della paglia, la stessa di cui narrano le sorelle Fitzgerald nel loro report di viaggio sull’isola d’Ischia agli inizi del ‘900, quando appunto sulle pendici del Monte Epomeo veniva coltivato il grano "Carosella" che poi le donne di Serrara Fontana rivendevano alle ricamatrici di Lacco Ameno, come Maria Giovanna Catuogno e Restituta Patalano, rispettivamente bisnonna e nonna di Antonio Monti. La tradizione continua oggi per mano di ricamatrici di fiducia che hanno un rapporto privilegiato con Antonio e i figli. Sono loro a dare il "langhè" sui bordi del telaio e ad allacciare successivamente i fili orizzontali, verticali e trasversali del ricamo vero e proprio.



Per la Moka sono stati necessari quattro tipi diversi di ricamo
: sulla base e sul cappello una multirete a 6 fili annodata; per la parte centrale una rete a 3 fili, mentre sul manico e il becco una rete a 4 fili. Infine, nei cerchietti un ricamo chiamato a raggi.

Tecniche di ricamo che sono sempre le stesse da generazioni
, come i loro nomi comprensibili solo a chi è addentro a questa forma di artigianato povero dell’isola d’Ischia. Sperando che l’arte del ricamo "made in Ischia" continui grazie alla passione e all’impegno di attività come "Monti artigianato" che porta alto nel mondo il nome di Ischia, l’isola più bella e grande del Golfo di Napoli.

Info
: www.antoniomonti.it

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