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Il sentiero della Pietra dell'Acqua

L'isola d'Ischia non smette mai di stupire

Quello della Pietra dell’Acqua è uno degli itinerari escursionistici più belli dell’isola d’Ischia. Bisogna imboccare Via Nuova Falanga, poco dopo il cimitero di Serrara Fontana e proseguire fino a un pianoro sterrato usato a mo' di circuito dagli appassionati di motocross. In corrispondenza di questa pista improvvisata campeggiano le indicazioni per raggiungere il Monte della Guardia, 720 metri s.l.m., proprio sotto la vetta del Monte Epomeo (quota 789 metri). Li c’è la Pietra dell’Acqua, un grosso blocco di tufo scavato all’interno per la raccolta dell’acqua piovana. Una cisterna che serviva per irrigare i campi lungo i declivi del Monte della Guardia dove, non tutti sanno, fino agli anni ‘50 del ‘900 veniva coltivato il mitico grano "Carosella".

Spiga turgida, gambo dritto, con il grano realizzato da queste parti si faceva il pane ma, ancor di più, si realizzavano cappellini, ventagli, borse, ceste e bomboniere. L’arte di intrecciare la paglia era una prerogativa delle donne di Lacco Ameno a cui i contadini, o meglio le contadine di Serrara Fontana vendevano i "covoni" di paglia ricavati.

Questa forma di artigianato povero dell’isola d’Ischia
prosegue grazie alla famiglia Monti di Lacco Ameno, anche oggi che la raffia del Madagascar ha sostituito del tutto la paglia "nettata", "inzolfata" e "pulita" di Serrara Fontana. Prima però di raggiungere la boutique della famiglia Monti sul corso Angelo Rizzoli di Lacco Ameno, è bene proseguire l’escursione oltre la Pietra dell’Acqua.


La "cresta dell’isola" regala scorci fantastici e incontri assai graditi, come quello con un agricoltore all’uscita dal suo podere con un carico di mele da far venire l’acquolina in bocca, tanto più in un momento, come quello attuale, dove monta forte il dibattito sulla tracciabilità dei prodotti agroalimentari. Un esempio ulteriore delle potenzialità del turismo rurale a Ischia, legato alla pubblicità dei prodotti a km 0 dell’isola più grande del Golfo di Napoli.

Sullo sfondo l’occhio vigile della "Pietra del Signore"
una suggestiva scultura naturale che pare segua passo passo il cammino di chi si avventura fin quassù. Sotto questo masso levigato dall’azione combinata di vento e acqua pare si sia consumata tantissimi anni fa una terribile sciagura: il suicidio di un turista inglese prostrato da una forte delusione d’amore. Un’altra leggenda dell’"Ischia esoterica" che, del resto, proprio nel Monte Epomeo vedrebbe addirittura una delle porte di ingresso della "mitica" civiltà sotterranea degli Agharti.

L’escursione prosegue fino all’eremo di San Nicola e di lì fino alla sommità del Monte. Dopo la puntuale mappatura della sentieristica realizzata dai ragazzi della sottosezione CAI dell’isola d’Ischia perdersi è quasi impossibile. In alternativa, proprio sotto la mulattiera che porta su in cima, c’è un sentiero che conduce dritti dritti alla chiesa di Santa Maria al Monte di Forio e di lì, proseguendo fino a Casamicciola Terme.

Insomma, la natura di Ischia "se ne frega" della divisione amministrativa del territorio. È sufficiente rispettarla per essere ricambiati da escursioni bellissime come appunto quella del sentiero che porta alla Pietra dell’Acqua. Non approfittarne e, soprattutto, non proteggerla sarebbe un delitto.

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