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La Chiesa di Visitapoveri a Forio

La pinacoteca di Alfonso Di Spigna

L’Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri è una delle chiese più belle dell’isola d’Ischia. Si trova a Forio, in Piazza Municipio, di fianco al caratteristico Rione Dei Pescatori e all’altra chiesa di San Francesco D’Assisi.

Il primo particolare che salta subito all’occhio è la doppia facciata: quella in piperno, all’esterno, che chiude il cortile, sormontata da un frontone con un’edicola votiva dedicata alla Madonna Delle Grazie; l’altra facciata, dopo il sagrato, che invece chiude la chiesa.

La seconda "novità" è rappresentata dagli scranni lignei ai lati dell’unica navata: il "coro" fu costruito con ogni probabilità nel 1829, quando la Congrega venne finalmente eletta Arciconfraternita a riconoscimento di un’intensa attività di assistenza e mutuo soccorso che andava avanti già due secoli, se non addirittura da prima del 1600.

A terra c’è un pavimento maiolicato realizzato nell’officina della famiglia Chiaiese, storici ceramisti napoletani molto attivi nel corso del XVIII secolo. Anche le riggiole che decorano la doppia rampa di scale della Chiesa del Soccorso hanno la stessa provenienza e identici motivi floreali con l’abbinamento della vite e il limone, ancora oggi simboli indiscussi dell’agricoltura mediterranea. Purtroppo, il pessimo stato di conservazione del pavimento impedisce di apprezzare a pieno la maestria di questi artigiani, autori, tra le tante opere, del rivestimento della cupola di San Marcellino e del pavimento di Santa Chiara a Napoli, quest’ultimo andato poi distrutto insieme a grossa parte della basilica durante i terribili bombardamenti alleati del 1943.


I tondi alle due pareti laterali sono di Alfonso Di Spigna, noto pittore locale che fu anche priore della congregazione di Visitapoveri. Le tele raffigurano le immagini mariane dell'Immacolata, l'Annunciazione, lo Sposalizio mistico, la Visitazione, la Natività e l'Assunzione, e "raccontano" della costante ricerca del loro autore attorno ai temi della grazia e della compostezza in pittura. Le influenze sono chiaramente neoclassiche in antitesi, per molti aspetti, alla sproporzione dei corpi nei lavori di Cesare Calise, altro pittore locale vissuto un secolo prima del Di Spigna. Per valutare meglio le differenze tra i due, basta visitare le rispettive "pinacoteche": la chiesa di San Carlo al Cierco per Cesare Calise e, appunto, l’Arciconfraternita di Piazza Municipio, detta anche della "Madonna Delle Grazie", per Di Spigna.

Gli stucchi alle pareti sono stati invece realizzati da Francesco Starace, altro artigiano napoletano che, assieme al fratello Cesare, ha realizzato diversi lavori nella chiese di Ischia, per lo più nell’ultimo quarto del ‘700.

Occhio anche alla statua dell’"Angelo" conservata in sagrestia. Di ignoto scultore napoletano, è stata per secoli - dai primi del 1600 - quella portata a spalla dai confratelli di Visitapoveri durante la processione che va in scena la Domenica di Pasqua lungo il corso principale di Forio. La "Corsa dell’Angelo" rievoca il momento dell’incontro della Madonna con il Figlio Risorto, con la rappresentazione dell’episodio evangelico dell’annuncio della Resurrezione di Cristo. Da diversi anni viene utilizzata una copia dell’Angelo, in modo da preservare il valore dell’originale, mentre le altre statue del Cristo Risorto, della Madonna e di San Giovanni Battista sono sempre le stesse, grosso modo dal 1780.

Insomma, la chiesa di Visitapoveri è un’ulteriore testimonianza della profonda religiosità dell’isola d’Ischia
, talmente profonda da influenzare anche l’estetica popolare, che proprio nella costruzione degli edifici sacri trovava e trova ancora occasione per esprimere il proprio senso del bello. I risultati, non c’è che dire, sono sempre stati eccellenti.

Orario delle Ss Messe
- invernale (Novembre a Marzo) fest 8:00
- estivo dom. 8.00

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