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Il Museo di Santa Maria del Soccorso

Il piccolo-grande museo della Chiesa del Soccorso

Ischia non smette mai di stupire, e perciò guai a pensare di aver visto e/o letto tutto. Vale per i luoghi; vale ancor di più per chiese, musei e monumenti.

Per esempio, quanti conoscono il piccolo Museo Santa Maria del Soccorso? Pochi, per forza di cose, dal momento che la sagrestia della chiesa dove sono allocati i reperti è spesso chiusa. Eccezione, graditissima, le vacanze di Natale, in modo da permettere ai turisti che scelgono Ischia in questo periodo dell'anno di approfondire il fervore devozionale dell’isola, le cui radici sono assai profonde.

Del resto, a Forio le tracce di religiosità popolare sono davvero molte. Solo per dirne alcune: il Museo di Santa Maria di Loreto, le edicole votive, senza dimenticare tradizioni secolari come la Corsa dell’Angelo e la benedizione del pesce ("assise 'e pisce" in dialetto). A queste bisogna aggiungere il Museo del Soccorso, la cui particolarità risiede nella gran quantità di ex voto presenti.


In realtà di ex voto è piena la chiesa, ma è la sagrestia a regalare le sorprese più grandi. Velieri giganti, quadri con scene di naufragio, ancore antiche e iscrizioni devozionali che raccontano la fede dei marinai foriani. E qui comincia un’altra storia perché, se da un lato è vero che Ischia - in particolar modo, Forio - è sempre stata un’isola di terra, è vero anche che pescatori e marinai, pur in minoranza, hanno contribuito con lasciti e decime alla costruzione e alla manutenzione delle chiese.

Andar per mare era molto rischioso, e perciò che si trattasse di una battuta di pesca, di un imbarco di lavoro, o di dover raggiungere Napoli, bisognava invocare la protezione dei santi per sè e la propria famiglia. Da qui le incisioni "V.F.G.A." e "P.G.R." che stanno rispettivamente per "Voto Fatto Grazia Avuta" e la più comune "Per Grazia Ricevuta".

Detto brevemente della storia, è d’obbligo un riferimento all’attualità. Infatti, senza il Parroco Don Emanuel Monte e i suoi collaboratori, il Museo Santa Maria del Soccorso difficilmente riuscirebbe a esser aperto. Non solo. Il restauro e la valorizzazione degli ex voto ha innescato un meccanismo virtuoso di recupero della memoria che coinvolge sempre più famiglie, desiderose di arrichire lo spazio museale con quelli che fino a oggi erano solo ricordi privati; tracce personali che finalmente diventano pubbliche contribuendo in maniera importante al racconto del territorio.

Infine, un plauso doveroso a Mario Calise, il modellista che già da qualche anno dedica molta parte del suo tempo al restauro di barche a vela, galeoni e tutti gli altri cimeli navali che ornano il Soccorso, una delle chiese più belle d’Italia e non solo.

Magia dell’isola d’Ischia!

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